Ogni persona è un mondo, ognuno di noi è un mondo. Non siamo fatti solo di cellule e dna, ma di sogni, pensieri, sentimenti e desideri che ci animano, che ci trasportano, che ci rendono felici o ci tormentano, che possiamo regalare o tenere chiusi dentro, che possiamo educare o lasciare correre come cavalli selvaggi. Che possiamo esprimere o tacere in miliardi di modi diversi, tanti quanti siamo, tutti uguali e differenti.
Questi mondi che siamo chiedono solo di essere rispettati. Non condivisi, se non da chi lo desideri, non apprezzati, se non da chi lo voglia, ma solo rispettati.
In questo rispetto, che è anche silenzio di fronte alle scelte ultime, difficili e dolorose, delle quali ciascuno di noi è l’unico giudice responsabile di se stesso, c’è l’essenza principale del rispetto per le persone e per la loro vita. Che è la vita.
Ma c’è, in questo rispetto, anche l’amore. Che non è solo gioia nella condivisione delle scelte, ma che si misura, sopratutto, nell’accettare l’espressione della libertà di chi ami.
Nessuno può condizionare o addirittura reprimere quel mondo che c’è in ciascuno di noi, sopratutto quando si tratta di decidere di noi stessi.
Ognuno è padrone della sua vita, ognuno ha diritto di vedere rispettate le sue scelte responsabili.
La politica c’entra poco, e se c’entra deve farlo con mano lieve e con rispetto per le persone. La società e le sue leggi non devono limitare questo diritto primario, ma devono aiutare ciascuno ad esprimerlo ed esercitarlo nel modo che ritiene più giusto.
Solo così tanti mondi, anche diversi, possono entrare in contatto e convivere in pace, solo così tanti individui differenti possono continuare ad essere umanità.
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viaggio il 22/7/2008 alle 10:12 | |